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Ciao!!!! è proprio bella la nostra città!!!
W Torino!!
un bacione
May 11
 mi piacerebbe tanto venire a visitare Torino,mi hanno parlato veramente bene,spero ke non mi deluda quando la visiterò....,,
Mar. 13
LARA PASSINIwrote:
ciaooo chacho sono lara.. non sono mai stata a torino e m piacerebbe molto conoscerla.. grazie per il bellissimo saluto ke hai lasciato... un bacione a presto.... lara....
Sept. 21
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Stefania wrote:
CHACHO SEI UN GRANDE......COMPLIMENTI PER IL SITO.....TVB UN BACIONE......
Sept. 3
owrote:
ciao caro amico se vuoi puoi mandarmi un banner lo inserisco nei banner siti/blog amici ti auguro una buona giornata a presto
Aug. 14

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The worlds comes to Torino

 

Piemonte Passion and more

 

Torino 2006, Braciere Olimpico

 

Torino 2006 esserci e un altra cosa

 
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4/12/2009

"Torino è diventata allegra e vitaiola"

 

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«Mentre portavo la torcia olimpica piangevo di felicità»

 

Simona Ventura, fresca di compleanno (quarantaquattro il primo aprile), tostissimo segno dell’Ariete, non torna a Torino quanto vorrebbe. I figli, la casa di Milano, la televisione: «Quelli che il calcio», «X Factor», su Raidue, semifinale il 14, finale in pompa magna domenica 19 su Raiuno, rete ammiraglia concessale dal direttore Del Noce, altro torinese. Quanti impegni, signora mia: tutto contribuisce a tenerla lontana dalla città che non l'ha proprio vista nascere, essendo questo privilegio toccato a Bologna. Ma dove ha frequentato il liceo e l'Isef. Pur abitando a Chivasso con la famiglia.
Allora, signora Ventura, facciamo una passeggiata ideale per la città, attraverso i suoi «luoghi del cuore»: intanto, la trova cambiata?
«Il cambiamento è evidente, è sotto gli occhi di tutti. E' chiaro che lo spartiacque è avvenuto con le Olimpiadi. La città si è come rischiarata, ripulita, si è fatta conoscere dai torinesi prima ancora che dagli altri italiani e dagli stranieri. E' ritornata ad essere quella città allegra e piena di vita che la storia ci racconta sia stata».
Anche lei ha portato la torcia olimpica?
«Certo. Ed è stata un'esperienza bellissima. Per l'esattezza, io sono passata con la torcia da Chivasso: percorrevo il corso principale, e tutta la città mi applaudiva. E io piangevo. Ero commossa, veramente commossa. Quando vengo a Torino, vado sempre anche a Chivasso, sa?»
E dove va?
«Intanto alla pasticceria Piccoli, a comprare i nocciolini e i pasticcini mignon più buoni del mondo».
Le bignole?
«Le bignole. Ma quelle sono particolari. Poi vado a trovare la mia amica Virna con la sua mamma Franca, che è stata la mia madrina, nel loro negozio di calzature. E passo nella piazza dove c'è l'atelier che fu della mia mamma, e dove adesso lavorano altre persone che saluto volentieri: ci sono tanti ricordi dell’infanzia, lì dentro».
Dopo Chivasso, veniamo a Torino: dove le piace mangiare?
«Da Urbani. I bolliti. Gli agnolotti. La bagna càuda».
I grandi classici: ma poi con la bagna càuda non puzza d'aglio?
«Il rimedio c'è, ed è un chicco di caffè».
Amici torinesi?
«Che cosa vuole, il tempo è passato, non ne ho molti. Quelli che ho, l'ho detto, sono soprattutto a Chivasso. Di sicuro, vado a salutare Carlo Pignatelli, che cucì l'abito di nozze per il mio ex marito: per il compleanno mi ha regalato una trapunta meravigliosa. E' sempre circondato di ragazzi bellissimi: da lui mi lustro gli occhi».
Se passeggiamo, dove andiamo?
«In piazza San Carlo, sotto i portici. Vado rigorosamente a schiacciare le palle del toro di metallo, forse di bronzo, che sta lì sdraiato sul pavimento. Porta fortuna, è matematico».
Si fa tentare da qualche bell’abito?
«Dopo aver pestato le palle del toro, sempre restando sulla piazza, vado da San Carlo, il negozio, dalla Giorgina, e guardo se c'è qualcosa che mi può star bene. Poi proseguo per i portici, e arrivo davanti a Vertice, per vedere se ci sono in vetrina le tute che disegno io Star Chic, sa quelle tute che si possono portare dalla mattina alla sera?».
Mentre percorre tutti questi portici, la fermano in molti?
«Torino è molto discreta».
Non mi dica che va anche in discoteca?
«No, quello proprio no. Però ci andavo. E questa è un'altra nitidissima foto nell'album dei ricordi. Andavo al Pin Up di Volpiano: quanti balli e quanti cubi. Sì, ballavo sul cubo e portavo il chiodo, come i miei miti di allora, Madonna, la Bertè. Facevo già tendenza. Modestamente. Adesso più che in discoteca mi capita di andare al Lingotto per qualche convention, come quella, bellissima, con Valentino Rossi per presentare una nuova Yamaha».
E poi c'è il Toro, la squadra: discorso a parte?
«Discorso a parte. Qui proprio diamo la stura alla nostalgia del passato e alla tristezza per il presente. Quando vengo a Torino non manco mai di ripassare davanti al Filadelfia ingiustamente raso al suolo. E lì partono le rimembranze: le zingarate, gli sberleffi ai tifosi della Juve. Quanti ricordi...».
Risorgerà, il Toro. Potremmo anche regalargli un suo motto: che è?
«Crederci, sempre. Arrendersi, mai».

 

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3/17/2009

La collezione Cottini in mostra all’Accademia

 

 

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Nelle sale dell’Accademia Albertina delle Belle Arti, presentata per la prima volta al pubblico, la collezione d’arte raccolta dall’associazione Galleria Renato Cottini.
Si tratta delle opere di alcuni dei maestri che hanno lavorato nei due licei artistici di Torino: il Cottini e il Primo.
Tutto è cominciato nel 2006, quando il critico Pier Giorgio Dragone ha donato alla scuola “Renato Cottini” una scultura realizzata dal giovane studente a cui è intitolato il liceo. Il rilievo, datato 1942, risale al periodo prima che lo studente lasciasse il corso di Scultura all’Accademia Albertina di Torino per aderire alla Resistenza.
Quel regalo ha segnato l’avvio di un progetto che ha portato - nel corso di un biennio – alla creazione di una raccolta di opere di grandi artisti come Chessa, Casorati, Carena, Gastini e poi Zorio, Mainolfi, Bibollet, Preverino, Saroni, Sciavolino e ancora Tabusso, Martina, Franco, Gyarmati, Gorza, Mantovani.
La collezione, curata da Paolo Aghemo e Antonella Martina, che solitamente è esposta al Liceo Artistico Renato Cottini, si sposterà fino al 5 aprile nei locali di via Accademia Albertina. Arricchita recentemente da una sezione fotografica, la serie contiene opere di Agosti, Assandri, Banfo, Biamino, Bortolozzo, Cane, Capra, Elter, Goffi, Macchi, Orlandoni, Peyrot, Sacco, Siccardi, Surace.
La caratteristica che lega tutti gli artisti presenti, seppur appartenenti a generazioni diverse, è la testimonianza del vincolo che lega l’artista e i percorsi di formazione.
L’associazione Galleria Renato Cottini, nata intorno alla collezione allo scopo di incrementarne il patrimonio e gestirne la visibilità, propone con questa mostra uno sguardo di insieme sul panorama artistico degli ultimi quarant'anni attraverso le opere eterogenee degli artisti che hanno scritto una pagina nella storia dell’arte recente.

La mostra è stata realizzata con il contributo di Regione Piemonte e Fondazione Crt e la collaborazione di Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Agit.

 

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3/14/2009

Anche per l'estate Blu Express potrà volare fra Torino e Roma

 

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Davide ha battuto Golia. Nonostante le resistenze di Alitalia, la compagnia low-cost Blu Express ha ottenuto di continuare ad operare, anche per l’estate, i suoi collegamenti giornalieri fra Torino e Roma Fiumicino. Le riserve sono state sciolte ieri mattina, dopo una serie di contatti anche con la Sagat. I voli saranno 5 al giorno, incrementati a 6 i lunedì ed i venerdì di luglio e settembre. L’orario estivo di Blu Express (che diventerà operativo dall’1 aprile) prevede di norma cinque voli nei giorni feriali, un solo volo alla domenica, zero voli al sabato, zero voli per tutto agosto.
Da Torino gli aeromobili Blu Express decolleranno alle 6,30; 08,35; 11,00; 17,15; 18,10. Da Roma alle 8,35; 15,35; 16,25; 19,15; 20,15. Il prezzo minimo è di 35 euro. Attualmente sono disponibili posti a queste tariffe in quasi tutte le date. «Mantenere cinque-sei voli al giorno fra Torino e Roma - ha spiegato Franco Pecci, presidente di Blu Express, che nei giorni scorsi ha visitato Turismo Torino di cui è consigliere il presidente Sagat Montagnese - rappresenta una sfida ed un grande sforzo. Non volevamo perdere, rinunciando a questi collegamenti, il forte legame che abbiamo tessuto con i passeggeri torinesi. Siamo stati comunque costretti ad accettare slot meno felici di quelli che avevamo. Soprattutto la prima partenza da Torino, alle 6,30, avviene un’ora prima di quella attuale. Ci rendiamo conto che tutto questo porterà ad una flessione dei passeggeri sul primo volo, ma contiamo sulla simpatia dei torinesi».
Pecci ieri era a Torino per partecipare ad una tavola rotonda a Ttg Italia sulle agenzie di viaggio e poi per incontrare Turismo Torino: «Stiamo tessendo contatti per ottimizzare la nostra presenza a Caselle, una piazza sulla quale crediamo moltissimo. Stiamo studiando anche nuovi voli charter. Quest’estate voleremo da Torino a Ibiza, Sharm e Marsa Alam. Ma stiamo studiando altre “iniziative creative” soprattutto per l’inverno». Le possibili «iniziative creative» potrebbero essere voli etnici verso la Romania, da effettuare in orario notturno, approfittando degli aerei che, impegnati sulla Torino-Roma, dormono tutte le notti a Caselle.

 

 

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3/5/2009

Egitto Tesori sommersi

 

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Tutto pronto per l’inaugurazione della mostra “Egitto. Tesori sommersi”, promossa dalla Fondazione per l’arte della Compagnia di San Paolo alla Reggia di Venaria.

La rassegna apre le porte al pubblico sabato 7 febbraio per chiuderle il 31 maggio. È un’occasione straordinaria per ammirare oltre 500 reperti provenienti dai siti archeologici di Alessandria, Heracleion e Canopo, della zona del delta del Nilo, antichissime città che nei primi secoli dell’era cristiana a causa di terremoti e maremoti sprofondarono sei metri sotto il livello del Mediterraneo.

Opere d’arte, oggetti d’uso quotidiano, monete, anfore e gioielli sono raccolti in teche e su piedistalli all’interno dellaCitroniera e della Scuderia Grande: si tratta di circa cinquemila metri quadrati di spazi utilizzati insieme per la prima volta. I visitatori saranno accolti dalle suggestioni delle profondità marine, per arrivare nel cuore della mostra iniziando da una stanza luminosa, contemplation space.
Seguono ambienti allestiti singolarmente: la “Foresta sommersa”,l”Alveare delle Meraviglie”, le “Sfingi”, le “Trasparenze”, le “Onde”.
La visita culmina attraverso il lungo corridoio dei coralli allestito come una scura galleria nell’ultima spettacolare stanza dedicata alla regina tolomaica: una statua femminile  di rara bellezza che sembra sorgere dalle acque.

Grazie al supporto di una sofisticata tecnologia geofisica, l’équipe guidata dal ricercatore francese Franck Goddio aveva riscoperto opere e oggetti grazie a quindici anni di immersioni subacquee effettuate tra i resti delle antiche città egiziane: dalla sensualità della statua in diorite di una regina, alla semplice quotidianità di alcuni ami da pesca in bronzo; dalle tre colossali statue in granito di oltre cinque metri, alle monete d’oro; dalla stele di Tolomeo dal peso di 16 tonnellate, all’anello nuziale in oro che porta incisa una frase del Vangelo.

I reperti percorrono millecinquecento anni di storia dell'antico Egitto, dal 700 avanti Cristo all'800 dopo Cristo, coprendo i periodi delle ultime dinastie dei faraoni, le epoche dei Tolomei, dei Romani, dei Bizantini e l'inizio dell'era islamica.

In molti casi le opere, oltre all’indiscussa bellezza, rappresentano testimonianze uniche della cultura egizia. Alcune scoperte hanno addirittura portato alla soluzione di misteri fino ad ora irrisolti: è il caso di Heracleion e Thonis, che si è rivelata essere la denominazione in greco e in egizio della stessa città.

L’esposizione accolta complessivamente finora da due milioni di visitatori a Berlino, Parigi, Bonn e Madrid a Venaria è impreziosita da un allestimento di particolare coinvolgimento, affidato alle scenografie dello scenografo e artista americano Robert Wilson e alle ambientazioni sonore composte da Laurie Anderson.

Al termine della tappa torinese e di quella prossima, a Yokohama, i reperti torneranno nella loro terra d'origine, dove Frank Goddio si augura “possano essere radunati in un unico sito per essere mostrati al popolo egiziano".

Dove
Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria
Quando
Dal 7 febbraio al 31 maggio 2009
Orari
Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì: ore 9 – 18.30
Sabato: ore 9 – 23
Domenica: ore 9 – 20
Lunedì: chiuso (tranne i Festivi)
Ultimi ingressi: 1 ora prima della chiusura
Biglietti
Possono essere acquistati:
- presso biglietteria in loco (area accoglienza delle Scuderie Juvarriane)
- presso Infopiemonte in piazza Castello 165 a Torino
- tramite il sito www.lavenariareale.it
- tramite il sito www.ticketone.it
Possono essere prenotati:
contattando il numero di tel. 011 4992333
Intero: € 10
Ridotto: € 7 (over 65, under 21)
Gruppi: € 7 (minimo 12 persone, massimo 25 persone)
Scuole: € 4 (minimo 15 studenti accompagnati da 1 docente)
Gratuito: minori di 12 anni, con accompagnatore adulto

 

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Akhenaton, Faraone del Sole

 

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Apre il 27 febbraio 2009 nelle sale di Palazzo Bricherasio la mostra AKHENATON Faraone del Sole, realizzata in collaborazione con il Musée d'Art et de Histoire di Ginevra, che ripercorre le vicende storico-culturali dell'Egitto tra i regni di- Amenofi III e Ramesse II, con particolare attenzione alla figura di Akhenaton, il Faraone che istituisce il culto dell' Aton, il disco solare trasformato in un' entità divina a tutti gli effetti. Organizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, l'esposizione, curata da Francesco Tiradritti, costituisce sicuramente un momento di alto valore culturale, soprattutto alla luce delle scoperte avvenute negli ultimi anni e grazie alle riflessioni compiute su questa particolare epoca dell' Egitto da esperti internazionali.

La mostra, basandosi sulle più recenti acquisizioni dell'egittologia mondiale, parte dalla teoria ormai consolidata che la riforma religiosa voluta da Akhenaton, focalizzata sul culto dell'Aton, non sia null'altro che un espediente teologico per restituire al monarca il ruolo di unico tramite tra gli uomini e il dio in quanto individuo nella cui essenza si fondono divino e umano. Il fine è quello di porre l'accento sulla figura del sovrano, in modo da indebolire l'influenza delle altre divinità egizie. I caratteri con i quali questa rivoluzione viene effettuata appaiono in sintonia con una sensibilità più vicina alla nostra epoca: Akhenaton fonda una nuova capitale (odierno sito di Tell el-Amarna), il culto avviene alla luce del giorno e non nell'oscurità del santuario e allo stesso sovrano è attribuito un Inno all'Aton di straordinaria bellezza e poesia.

L'esposizione raccoglie circa 200 reperti, per lo più provenienti dal Museo Egizio di Berlino, che comprendono dalla grande statuaria agli oggetti domestici e personali, che documentano la vita della famiglia reale e dei sudditi, dai più alti funzionari agli operai, che seguirono Akhenaton nella nuova capitale del regno.

I visitatori, lungo il percorso espositivo, potranno ammirare le spettacolari immagini astronomiche del sole dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - Osservatorio Astronomico di Torino che, realizzate con apparecchiature sofisticate e uniche al mondo, sono un prezioso supporto per gli studiosi della NASA.

La mostra propone al pubblico italiano una lettura scientifica aggiornata di uno dei più importanti periodi della storia dei faraoni, accostando al racconto degli eventi una serie di capolavori, che rendono questa esposizione un'occasione irripetibile.

Dove:
Palazzo Bricherasio, via Teofilo Rossi angolo via Lagrange, Torino
Quando:
dal 27 febbraio al 14 giugno 2009
Orario:
da Martedì a Domenica: 9,30-19,30
Giovedì e Sabato: 9,30-22,30
Biglietti:
Intero 7,50€
Ridotto 5,50€
Scuole dell'obbligo (6-14anni) 3,50€

Maggiori informazioni sul sito dellaFondazione Palazzo Bricherasio
Tel. 011 5711811 / 011 5711888

 

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Questa è una città che non tradisce

 

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Torino - dove canterò domani e dopodomani - è una città che non tradisce. Anche nel 2005 sono partita da qui con il mio tour ed è stata un'esperienza meravigliosa. E' per questo motivo che ho scelto di cominciare con il Palaolimpico questa mia nuova avventura che mi porterà nei prossimi mesi in giro per il mondo.
Sono emozionata, come prima di ogni debutto e so che di nuovo, come quattro anni fa, partirò da qui portandomi nel cuore, ovunque andrò, l'affetto e il calore che il pubblico torinese mi ha sempre dimostrato. Purtroppo gli impegni prima di un concerto, soprattutto quando è un debutto, sono tantissimi e implacabili e ho pochissimo tempo da dedicare alla città in cui canto ma non vedo l'ora di camminare per quelle vie diritte con in fondo le Alpi. So che non avrò abbastanza tempo ma mi piacerebbe arrivare fino a Piazza Vittorio, così grande e insieme così intima, con il fiume e le colline alle spalle è luogo che più amo di Torino. Questa città ha un'atmosfera magica.
Ecco le piazze illuminate di notte, il Po, i musicisti di strada sotto i portici, la stessa magia di un concerto che spero sarà emozionante per tutti, non solo per me. Ma io per Torino ho anche pianto. Vivo in questo paese e non posso fare a meno di dedicare un pensiero alla tragedia della ThyssenKrupp, ai padri e ai figli vittime di quel disastro assurdo. La musica non può nulla davanti a questo sangue, ma sapere che anche la mia voce ha accompagnato la manifestazione in memoria di quei morti è per me motivo di orgoglio ed emozione.
Vivere fino in fondo le mie emozioni, anche quelle drammatiche, è la strada che mi ha aiutata a trovare il mio vero equilibrio, a capire chi sono e cosa desidero realmente. Ed è per questo che non mi fermo mai: per imparare la vita e conoscere me stessa. Dopo Torino sarò in tour e inizierò una nuova vita nomade.
Cantare dal vivo è la vera ragione per cui ho scelto questa strada: mi regala un entusiasmo che non so spiegare ma che forse, semplicemente, è sentirsi a proprio agio. Oggi mi confronto con quello stesso mondo che ho conosciuto nella mia prima tournée mondiale, era il 1997. Ho scelto di portare con me, in questo viaggio così speciale, tutte le mie canzoni: dai grandi pezzi del mio repertorio, a cui sia io che i miei fan siamo più affezionati, ai nuovi brani del mio ultimo album «Primavera in anticipo».
Non vedo l'ora di salire sul palco e di condividere col mio pubblico l'emozione di questo debutto e sentirmi stretta, ancora una volta, da un intenso abbraccio.

 

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11/29/2008

Finalmente libero....

VIVO SOLO...
 
 
Cari amici come state?
 
io bene, volevo dirvi che non sono sparito, sono cambiate parecchie cose in questo mese, ora VIVO SOLO!!!!
 
 
QUINDI FINCHE NON METTO INTERNET A CASA VI TRASCURERò UN PO
 
 
UN ABBRACCIO A PRESTO
 
ANTONIO
10/23/2008

99 POSSE - Quello che

99 Posse - Quello Che

 

 

Anche questa mi ricorda l'adolescenza, i bei tempi in cui tornavo a casa e stavo con la mia mamma tutto il pomeriggio

10/21/2008

Lighthouse Family - High

Lighthouse Family - High
 
 
 
 
 
 
Se non ricordo male  facevo 1/2 media, mi ricorda la scomparsa di una persona molto importante.
mi commuovo ancora, è incancellabile.
10/20/2008

Il New York Times celebra la rinascita della città

Il New York Times celebra la rinascita della città
 
 
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L’inserto domenicale «Travel» del New York Times si occupa di Torino: e lo fa mettendo sia in luce la nuova pelle della vecchia one-company-town sia analizzando che cosa resta del dorato effetto olimpico, in termini di ritorno turistico. Il viaggio comincia da un quartiere come il Lingotto, dove un tempo Fiat produceva auto, e che oggi, invece, offre la mecca del cibo di qualità Eataly. Il reportage racconta che sotto la Mole ci sono ristoranti di grande richiamo e quartieri come il Quadrilatero romano che sanno richiamare con la sua atmosfera i turisti a caccia di una movida di qualità. Un grande racconto, insomma, di un’avvincente trasformazione: da «industrial town» a «cosmopolitan center of artisanal food and modern design». Nell’allegato al NYT si legge anche degli alberghi di qualità nati sotto la Mole. Uno su tutti il Meridien Art+Tech a ridosso dell’ex fabbrica del Lingotto con mobili di Philippe Starck e Giò Ponti, ma anche il nuovo NH hotel del quartiere Santo Stefano. Davvero un bel biglietto da visita, insomma, in grado di spedire sotto la Mole parecchi americani, che nel pezzo trovano anche tutte le utilities per arrivare fin qui.
 
 
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murazzi1
 
 
 

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